
...perchè è da quando avevo 5 anni che non porto le scarpe di vernice! Le adoravo....

Il 7 Novembre 2007 Giorgio Armani, in occasione della ricorrenza dei suoi 20 anni di presenza a Tokyo, ha inaugurato la "Armani/Ginza Tower":un palazzo di dodici piani con vetrate, oro e bambù in cui troveranno posto i negozi di Emporio Armani, di Giorgio Armani, di Armani Privè e Armani Accessori, Armani Casa, un ristorante, una Spa griffata, gli uffici del gruppo e uno show room. Alla gran soireé erano presenti numerosi personaggi famosi, tra cui l'attrice Cate Blanchett che ha affiancato lo stilista nell'accensione delle luci... una sorta di taglio del nastro per intenderci! "One Night Only at Budokan" è stata una grande festa di musica e moda, nella quale Armani ha presentato creazioni nuove, meno rigorose e fatte, dice, "per le donne che si devono anche divertire". Grazie al cielo, Giorgio! Ad ogni modo lo stile di Armani è ormai inconfondibile: classe ed eleganza allo stato puro. Come sempre.

Credits: Panorama (foto), Ansa, Corriere.it

Sarà che alla televisione e sui giornali non si sente parlar d'altro che della settimana della Moda di Milano, ma ieri sera nel tepore della mia vasca da bagno, mi sono trovata a riflettere proprio su questo argomento. Ultimamente ho avuto il piacere di conoscere delle giovani donne: patite delle griffe piu' disparate, fashion victim convinte o semplici adulatrici del lusso ad ogni costo.. e mi è venuto quasi spontaneo, con un sorriso sulla bocca, fare un salto nel tempo e ripensare a come vivevo io la moda alla loro età. Ritengo, senza vergogna alcuna, di essere stata una teen ager piuttosto forunata; ho cominciato a lavorare subito dopo le scuole superiori e, quando ho incassato il mio primo stipendio (che allora si aggirava intorno al milione e ducento mila lire) mia madre mi disse: "per onorare la tua prima mensilità, dobbiamo andare a fare una pazzia!" Trepidante, eccitata e un po' shoccata ho seguito il suo consiglio e mi sono fatta portare in una boutique che lei frequentava già da parecchio tempo. Uno di quei negozi multigriffe, in cui il sol volgere lo sguardo da uno scaffale all'altro significa fare una donazione di sangue istantanea, gratuita e senza tanti "ma"! Lo ricordo come il giorno in cui, da scolaretta tutta jeans e scarpe da ginnastica, mi sono trasformata in una donna capace (anche) di sapersi destreggiare nel "mondo proibito" di Armani, Maschino, Cavalli, Dolce & Gabbana.... miti, leggende, sogni.... tutti quei vestiti erano li a portata dei miei occhi, del mio corpicino immaturo e, ahimè, anche del mio portafogli. Quel giorno spesi tutto quello che avevo guadagnato, ero terrorizzata all'idea di non aver messo niente da parte, terrorizzata all'idea di cadere nel circolo vizioso e senza uscita del "o firmato o niente"... ma la felicità, la libertà, la sensazione di essere finalmente indipendente a soli 17 anni e la convinzione di essere diventata un po' piu' bella con addosso tutti quei marchi prestigiosi, batteva qualsiasi sentimento di colpa. Da allora sono passati piu' di 10 anni e raramente mi concedo un regalo griffato ma la sensazione, fortunatamente, è sempre la stessa.